Preavviso Dimissioni 2026: Giorni, Calcolo e Regole CCNL
Il preavviso dimissioni è il periodo di lavoro che devi garantire al datore prima che le dimissioni diventino efficaci: la sua durata dipende dal CCNL applicato, dal livello di inquadramento e dall'anzianità di servizio. Sbagliarlo costa caro: se non rispetti il preavviso, l'azienda può trattenerti l'indennità sostitutiva. In questa guida trovi quando il preavviso è dovuto, come si contano i giorni, come funziona la decorrenza, come si calcola l'indennità sostitutiva e come si presentano le dimissioni online. I giorni esatti per il tuo caso sono nelle tabelle del tuo contratto: qui ti spieghiamo come leggerle ed evitare gli errori più comuni.
Quando il preavviso è dovuto (e quando no)
Il preavviso è dovuto in caso di dimissioni volontarie del lavoratore a tempo indeterminato: serve a dare all'azienda il tempo di organizzare la sostituzione. Non è dovuto, invece:
- durante il periodo di prova (il recesso è libero da entrambe le parti);
- alla scadenza naturale di un contratto a tempo determinato (salvo dimissioni anticipate, dove il CCNL può prevedere un preavviso specifico);
- in caso di licenziamento per giusta causa del lavoratore (dimissioni per giusta causa: ad esempio per mancato pagamento dello stipendio), dove il preavviso non è richiesto proprio perché la causa è imputabile al datore.
Da sapere: Le dimissioni per giusta causa vanno motivate e documentate: conservano il diritto alla NASpI, a differenza delle dimissioni volontarie ordinarie.

Come si contano i giorni: livello, anzianità e tabelle CCNL
La durata del preavviso è fissata dal tuo CCNL in giorni di calendario (nella maggior parte dei contratti) e cresce con il livello di inquadramento e l'anzianità di servizio: un quadro con dieci anni di anzianità ha un preavviso molto più lungo di un operaio appena assunto. Le tabelle sono strutturate per scaglioni (ad esempio: fino a 5 anni di anzianità, oltre 5, oltre 10) incrociati con i livelli.
Per trovare i tuoi giorni esatti: 1. individua il tuo livello nella lettera di assunzione o in busta paga; 2. calcola la tua anzianità di servizio in anni compiuti; 3. incrocia i due dati nella tabella del preavviso del tuo CCNL (nel testo ufficiale o nell'archivio CNEL).
I principali CCNL. Nel commercio (Confcommercio) il preavviso varia per livello (dal 7° al Quadro) e anzianità, con decorrenza fissata al 1° o al 16° del mese. Nei metalmeccanici i giorni sono commisurati ai campi professionali (D, C, B, A) e all'anzianità. Nel pubblico impiego e negli altri grandi contratti (turismo, edilizia, logistica) valgono tabelle analoghe: la logica è sempre la stessa, cambiano i numeri. Non usare tabelle trovate online senza verificarne data e contratto di riferimento.
La decorrenza: da quando partono i giorni
I giorni di preavviso non partono necessariamente dal giorno delle dimissioni: quasi tutti i CCNL fissano una decorrenza, spesso il 1° o il 16° giorno del mese. Esempio del meccanismo: se presenti le dimissioni il 10 marzo e il tuo contratto fa decorrere il preavviso dal 16, i giorni si contano dal 16 marzo, non dal 10. Se le presenti il 20, la decorrenza slitta al 1° del mese successivo.
Questo dettaglio è fondamentale per calcolare l'ultimo giorno di lavoro effettivo: sbagliare la decorrenza significa sbagliare l'intero conteggio. Verifica sempre sul testo del tuo CCNL quali sono i termini di decorrenza previsti.
L'indennità sostitutiva del preavviso
Se non lavori (in tutto o in parte) il periodo di preavviso, scatta l'indennità sostitutiva: una somma pari alla retribuzione che avresti percepito nei giorni di preavviso non lavorati, che il datore può trattenere dalle tue ultime competenze (o che devi corrispondere se dai le dimissioni senza preavviso).
Punti chiave:
- Si calcola sulla retribuzione globale di fatto (paga base più voci fisse ricorrenti), divisa per i giorni di preavviso non prestati.
- È assoggettata a contributi INPS e IRPEF come la retribuzione ordinaria: non è un importo "netto".
- Vale in entrambe le direzioni: se è il datore a esonerarti dal preavviso, l'indennità te la deve lui.
- In caso di dimissioni per giusta causa, l'indennità non è dovuta dal lavoratore.
Dimissioni online: la procedura telematica
Dal 2016 le dimissioni volontarie (e le risoluzioni consensuali) si presentano esclusivamente online, con procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro. In sintesi:
1. Accedi al portale con SPID, CIE o CNS. 2. Compila il modulo con i dati del rapporto di lavoro e la data di decorrenza delle dimissioni. 3. Il sistema genera il modulo, che viene trasmesso al datore di lavoro e all'Ispettorato del lavoro. 4. Hai 7 giorni di tempo per revocare le dimissioni, sempre online.
In alternativa, puoi farti assistere gratuitamente da un patronato, un sindacato o un consulente del lavoro abilitato. Conserva sempre la ricevuta della trasmissione: è la prova della data delle tue dimissioni.
Ferie, permessi e preavviso: si possono sovrapporre?
Una domanda frequentissima: posso usare ferie o permessi durante il preavviso? In linea generale no: il preavviso serve proprio a garantire la continuità lavorativa durante il passaggio di consegne, quindi il datore può rifiutare ferie che lo azzererebbero di fatto. Alcuni CCNL disciplinano espressamente la questione, altri lasciano spazio all'accordo tra le parti.
Se hai ferie residue non godute alla fine del rapporto, ti verranno monetizzate nelle competenze di fine rapporto (ferie non godute). I permessi ROL seguono la stessa logica. Il consiglio pratico: pianifica ferie e dimissioni in sequenza (prima le ferie, poi il preavviso) oppure concorda per iscritto con l'azienda eventuali sovrapposizioni.
Esempio di calcolo
Esempio di calcolo dell'indennità sostitutiva (metodo valido per qualsiasi CCNL; i giorni di preavviso vanno letti nella tabella del tuo contratto).
Ipotizziamo: preavviso contrattuale di 30 giorni di calendario, interamente non lavorati, e una retribuzione mensile lorda di €2.000.
- Retribuzione giornaliera: €2.000 ÷ 30 = €66,67
- Indennità sostitutiva lorda: 30 × €66,67 = €2.000
- Su questa somma si applicano contributi INPS e IRPEF come sulla retribuzione ordinaria, quindi l'importo netto trattenuto sarà inferiore.
Esempio di decorrenza: dimissioni presentate il 10 marzo, CCNL con decorrenza al 1° o al 16° del mese → il preavviso decorre dal 16 marzo. Con 30 giorni di preavviso, l'ultimo giorno di lavoro sarà il 14 aprile. Se le dimissioni fossero presentate il 20 marzo, la decorrenza slitterebbe al 1° aprile.
Domande frequenti
Quanti giorni di preavviso devo dare per le dimissioni?
Dipende dal tuo CCNL, dal livello e dall'anzianità di servizio: i giorni esatti sono nella tabella del preavviso del tuo contratto. La logica è uguale per tutti (più livello e anzianità = più giorni), cambiano i numeri.
Il preavviso si conta in giorni lavorativi o di calendario?
Nella maggior parte dei CCNL in giorni di calendario, ma verifica sul tuo contratto: è uno dei dettagli che cambiano da contratto a contratto.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Il datore può trattenere l'indennità sostitutiva, pari alla retribuzione dei giorni di preavviso non lavorati (assoggettata a contributi e tasse).
Devo dare il preavviso durante il periodo di prova?
No: nel periodo di prova il recesso è libero e senza preavviso da entrambe le parti.
Come si danno le dimissioni nel 2026?
Solo online, con la procedura telematica del Ministero del Lavoro (accesso con SPID, CIE o CNS), con possibilità di revoca entro 7 giorni. Puoi farti assistere da patronati o sindacati.
Se mi dimetto ho diritto alla NASpI?
No, in caso di dimissioni volontarie ordinarie. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa e alcuni casi specifici (ad esempio durante il primo anno di vita del bambino): in questi casi la NASpI spetta.